LANE CARDATE, LANE PETTINATE

MEDIOEVO
Dopo essere state separate, in relazione alla loro lunghezza, le fibre più lunghe sono prima rese parallele e poi attorcigliate, avvolgendole assialmente su se stesse. Questo processo di pettinatura, espellendo le fibre più corte, permette di ottenere un nastro che, avviato alla filatura, darà un filato sottile e resistente, dal titolo elevato (quindi molto sottile).
Le fibre più corte vengono cardate. Invece di essere rese parallele fra di loro sono incrociate in ogni direzione, prima di essere filate. Il risultato è un filato corposo ma meno resistente e con un titolo inferiore al precedente (quindi, di spessore maggiore).
Queste differenti caratteristiche dei filati influiscono sulla qualità dei prodotti finiti: leggeri e freschi se ottenuti da lane pettinate, consistenti e caldi se prodotti con lane cardate.

Corporazione dei Lanaioli: l’uomo al telaio, la donna alla cardatura.

LA PRIMA CARDATURA

CARDATORE
E’ bene dire subito che cardato non è, come in molte si crede, sinonimo di un filato prodotto in modo artigianale a mano. Tutte le lane, infatti, sono inizialmente cardate, azione che precede quella della filatura, per eliminare la sporcizia rimasta con la tosatura, per venire arieggiate e per iniziare a orientare le fibre.
A livello industriale questo processo è effettuate da macchine, le carde, che seguono la fase del lavaggio e preparano il lavato alla lavorazione successiva della pettinatura, trasformandolo in nastro o stoppino.
Nel medioevo, all’interno della Corporazione dei Lanaioli, questo lavoro era fatto dagli scardassieri o cardatori il cui compito era quello di sfilacciare i fiocchi in fili di varie lunghezze, trasformando la materia grezza in un prodotto semilavorato.

Nella fotografia la cardatura che, una volta, si eseguiva per igenizzare e ridare morbidezza ai materassi di lana.

RICONOSCERE LE FIBRE ARTIFICIALI...

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Per un riconoscimento vero ci voglio sofisticati strumenti di laboratorio e metodologie complesse.
Con un po’ di pratica e in un modo molto empirico possiamo però orientarci, almeno per capire se stiamo acquistando della vera plastica truccata da lana.
Certo è che, con i filati misti le cose si complicano, mettendo a dura prova il nostro naso.
L’attrezzatura necessaria è davvero molto limitata: una pinzetta per tenere il filato, un posacenere per raccogliere i residui, un accendino o un fiammifero per poterli accendere.
Fate solo attenzione, soprattutto con i filati che pensate siano sintetici, stando molto lontane da oggetti o liquidi infiammabili.


RICONOSCERE LE FIBRE NATURALI

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Il metodo è lo stesso visto ieri, impiegato per i filati artificiali e sintetici.
Cambiano, e sono un indicatore davvero efficace, la difficoltà a prendere fuoco per lane e seta o la lentezza a bruciare per i filati vegetali, oltre agli odori: molto più caratteristici.
Anche in questo test, sempre molto empirico, i risultati sono chiari per i filati puri. Per quelli misti avremo comunque un’indicazione di massima che ci potrà dire se le lane o i cotoni sono davvero presenti o no…

CICLO LAVORAZIONE DELLA LANA

BOTTEGA DEL LANAIOLO
Preparazione della lana
  1. Tosatura: separazione del vello dal corpo dell'animale con tosatrice manuale o meccanica. Si ottiene lana saltata se l'animale è stato lavato, lana sucida se non ha subito la prima fase
  2. Cernita: dal vello intero si separa la lana delle spalle e dei fianchi (fine e lunga), della schiena (corta e ruvida) e del ventre (corta e debole).
  3. Lavaggio della lana: con ripetuti lavaggi in acqua tiepida con sostanze sgrassanti e detergenti la lana viene pulita e sgrassata. Dall'acqua sporca di scarico si estrae il grasso puro, lanolina, impiegata nell'industria chimica e farmaceutica.
  4. Asciugatura: effettuata con aria calda.
  5. Cardatura e pettinatura: inizialmente la lana viene sottoposta all'operazione di cardatura che consiste nel liberarla dalle impurità, districando e rendendo parallele le fibre tessili, al fine di permettere le successive operazioni di filatura. Successivamente si procede alla pettinatura, che consiste nell'ordinare le fibre tessili dopo che sono state cardate. 

La filatura
  1. Pulitura: cernita e lavaggio della fibra.
  2. Apritura e battitura: apertura e battitura dei fiocchi di lana per liberarli dalla polvere e dalle impurità.
  3. Cardatura: operazione volta ad eliminare le impurità residue e a formare una falda in cui le fibre sono tenute unite per reciproca adesione. (Deve il suo nome alla pianta del cardo le cui infiorescenze, coperte di aculei, anticamente venivano usate per questo lavoro).
  4. Pettinatura: mediante macchinari forniti di pettini le fibre lunghe vengono lisciate e messe in parallelo fra loro. Si ottiene un nastro pettinato detto top.
  5. Stiro: il nastro viene trasformato in stoppino.
  6. Filatura: con un’energica torsione lo stoppino si trasforma in filato resistente, omogeneo e continuo.
  7. Ritorcitura: si effettua ritorcendo insieme un certo numero di fili. Il filo ritorto ha maggiore resistenza.
  8. Roccatura: i filati avvolti in rocche sono pronti per le lavorazioni successive.

Fonte: La bottega del lanaiolo, Maestro sconosciuto. Wikipedia.

FILATI PER MAGLIERIA o AGUGLIERIA?

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La differenza pratica la conosciamo tutte ma, nel produrre queste due tipologie di filato, esistono delle differenze che, al di là dello spessore del filo, sono specifiche per ciascun tipo di lavorazione.
Nei filati per maglieria, venduti in rocche, i trattamenti relativi al lavaggio e alla follatura vengono eseguiti esclusivamente dopo aver smacchinato il capo, se non addirittura dopo averlo confezionato. Solo dopo, ripulito dagli olii di lavorazione e dalla polvere, il filato si presenta al meglio delle sue caratteristiche.
Nei filati per aguglieria questi trattamenti sono eseguiti prima, in fabbrica, oltre alla confezione che si presenta nella più maneggevole forma del gomitolo.
A questo punto, una domanda ovvia: è possibile utilizzare i filati per maglieria nei lavori ai ferri o all’uncinetto? Sì, è possibile, con svantaggi e vantaggi.
Gli svantaggi:
  • Il filato per maglieria ha un titolo elevato, quindi è molto sottile. Per poter essere lavorato a mano ha bisogno di essere binato più volte: lavoro che avviene passandolo prima nella binatrice e poi nella ritorcitrice. Il senso della ritorcitura - destra o sinistra - e il numero di giri/metro con cui viene ritorto ne caratterizzeranno il comportamento successivo.
  • La rocca è ingombrante e se si è delle lavoratrici itineranti - parrucchiera piuttosto che casa al mare - non è il massimo da portare in giro!
I vantaggi:
  • Il costo mediamente minore, rispetto alla stessa quantità in gomitoli.
  • La possibilità di finire il lavoro senza fare i nodi tra un gomitolo e l’altro.
Per conoscere il significato di oliatura e follatura: Dalla A alla Z, piccolo vocabolario dei filati.

MEN KNITTING / 4

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Impiegati della General Electric lavorano a maglia per realizzare calze e sciarpe da inviare ai soldati americani che combattono in Europa, durante la prima guerra mondiale.

FILATO STAMPATO

STAMPATO
Filato fantasia per colore, lo stampato presenta un’alternanza di colori ottenuta, durante la fase della tintura, tingendo con colori diversi tratti successivi del filato. Si possono produrre filati che alternano tonalità differenti dello stesso colore, oppure colori contrastanti. Un effetto ancora diverso lo si ottiene utilizzando questo procedimento con le fantasie per torsione, ottenendo il duplice effetto della fantasia per colore abbinata a quella per torsione.

FILATI GLACE' e LAME'

LAME
Filato fantasia per colore il glacé si presenta lucido grazie all’effetto di cere o altre sostanze chimiche cosparse sulla sua superficie.
Anche il lamé è un filato fantasia per colore. Era inizialmente realizzato tagliando sottilissime striscione di metallo da abbinare al filato principale. Attualmente è prodotto con fibre sintetiche estruse appiattite e caratterizzate da una colorazione e da una lucentezza superficiale (oro, argento, rame in differenti gradazioni) che imitano i rispettivi metalli.

FILATO FIAMMATO

FIAMMATO
Filato fantasia per colore, il fiammato è caratterizzato da ingrossamenti della sezione che si manifestano in modo regolare su tutta la sua lunghezza. Questo effetto si ottiene dando un minore numero di torsioni al tratto di filato corrispondente alla fiammatura che, quindi, si presenta con un ingrossamento. Le fiammate possono essere sia dello stesso colore del filato principale, sia avere uno o più colori differenti.

FILATO BRINATO

BRINATO
Filato fantasia per colore, il briné si presenta con un aspetto simile ai rami ricoperti dalla brina, da cui il suo nome. Si ottiene durante la torsione di almeno due capi, introducendo delle fibre finissime o delle sottilissime lamine (pagliuzze) del colore desiderato, spesso metallizzate, che sporgono con differenti lunghezze dal resto del filato.

FILATO MOIRE'

19 BLOG FILATO MOIRE
Filato fantasia per colore il moiré, detto anche marezzato, si può ottenere torcendo insieme sia filati grossi e sottili sia, più frequentemente, filati lucidi e opachi dove, spesso, i primi sono sottili e i secondi opachi.
Utilizzando filati di questo tipo si ottengono lavori che presentano un effetto di luce cangiante, dal chiaro allo scuro.

MEN KNITTING / 3

18 BLOG MEN KNITTING 3
Knitting for the Victory.
Un tassista di New York, durante la seconda guerra mondiale, lavora a maglia per i soldati al fronte.
Fonte: Pinterest.

FILATO BOTTONATO

BOTTONATO
Filato fantasia per colore, la cui caratteristica è costituita dalla presenza di grumi (i bottoni, appunto) costituiti da fibre di colore diverso rispetto a quello del filato principale. Bottoni che possono essere sia di un unico colore, sia di colori differenti e vengono inseriti durante la torsione di almeno due capi.
E’ il filato utilizzato per ottenere il tessuto denominato Tweed.

FILATO MOULINE'

16 BLOG FILATO MOULIN
Filato fantasia per colore, il mouliné è ottenuto dalla torsione di due capi di colore in genere diverso e contrastante ma anche dello stesso colore purché in tonalità molto distanti tra loro (rosso/rosa, marrone/beige, blu/celeste).
Se invece di unire due filati si ritorcono insieme due stoppini l'effetto è meno evidente e il prodotto è denominato jaspé

FILATO MELANGE

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Filato fantasia per colore, ottenuto dalla miscelazione di fibre di almeno due colori diversi, distribuite in modo omogeneo.
Tecnicamente si realizza torcendo una mischia di fiocchi di fibre precedentemente tinte in colori differenti. Come conseguenza si presenta a più colori posti più o meno in cadenza.
Si può ottenere anche stampando più colori sul top (è il nome che si da al nastro di fibre pettinate). In questo caso si ottiene un mélange molto uniforme, definito "vigoreux".

FILATO CINIGLIA

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Filato fantasia per torsione, caratterizzato da una fitta e corta peluria che gli conferisce una mano e un aspetto vellutati.
Si ottiene in due modi: o ritorcendo tra loro due capi che ne serrano un terzo, l'effetto, così da formare una fitta serie di campanelle che, poi, vengono tagliate per creare il pelo, oppure inserendo tra i due capi ritorti ciuffetti di pelo..

FILATO FRISE' o ARRICCIATO

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Filato fantasia per torsione, il frisé è caratterizzato dall'effetto avvolto in modo tale da produrre un risultato a zig-zag molto fitto e regolare su tutta la lunghezza.
L'aspetto finale è quello di una superficie con mano leggermente crespa.

MEN KNITTING / 2

11 BLOG MEN KNITTING 2
Knitting firemen.
Per tenersi in allenamento, tra un incendio e l'altro, i pompieri di Los Angeles, al comando del capitano Sepulveda…
Foto datata 5 novembre 1917: saranno cent'anni tra meno di due mesi!
Provenienza: LAPL

FILATO NODE' o ANNODATO

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Filato fantasia per torsione, il nodé - nappé o annodato - si presenta con forti ispessimenti simili a nodi, posizionati a intervalli regolari.
Tecnicamente è un ritorto composto da tre capi in cui l'effetto è fortemente ritorto in punti precisi, così da formare quello che appare come un nodo che viene fissato dalla legatura, avvolta in senso contrario.
Molto spesso lo spazio tra i nodi è costituito da un frisé.

FILATO ONDE' o ONDULATO

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Filato fantasia per torsione, a due capi, in cui l'effetto, con titolazione molto più alta rispetto all'anima, produce ondulazione regolari di ampiezza limitata.
La legatura può essere assente.

FILATO BOUCLE' o ANELLATO

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Filato fantasia per torsione, caratterizzato dalla presenza di boccole, distanziate in modo regolare su tutta la lunghezza, formate dal capo che funge da effetto.
Il bouclé si presenta con anelli o boccole più o meno grandi e regolarmente distanziati.
Tecnicamente è un ritorto composto da tre capi:
- anima, di supporto;
- effetto, per creare gli anelli
- legatura, necessaria per bloccarli.
Talvolta il bouclé è utilizzato per ottenere, tramite garzatura, lo strappato: un filato in cui le boccole vengono per l'appunto strappate, per ottenere l'effetto pelo.

TITOLO E COMPOSIZIONE FILATI

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Anche per i filati è una questione di etichetta…
Spesso, negli stock, viene eliminata per precise disposizioni del fabbricante che non vuole far sapere che immette sul mercato surplus di magazzino.
Se, invece, c'è fornisce dati interessanti che però bisogna saper leggere.
Il titolo.
Indica la finezza della fibra ed è dato dalla relazione tra peso e lunghezza. Ci sono differenti metodi per calcolarlo. Nel caso dell'esempio Loro Piana è indicato con Nm 2/11 e sta a indicare che questo filato è un ritorto di due capi che sviluppa 5500 metri/kg (11.000/2) e, quindi, 550 metri/hg
Con questo tipo di titolazione più il numero è alto più il filato risulta sottile. Un'informazione molto più utile a chi lavora con le macchine rispetto a chi usa i ferri
La composizione.
Sicuramente più importante del titolo è poter conoscere la composizione di ciò che si acquista.
Anche in questo caso esiste una classificazione di cui vi riporto le sigle principali che, sulle etichette, troverete seguite dalla relativa percentuale (nell'esempio 100% WS significa 100% cachemire):
WO lana / WV lana vergine / WP alpaca / WL lama / WK cammello / WS cashmere / WM mohair-capra d'angora / WA angora-coniglio d'angora / WG vigogna
HA pelo o crine
SE seta
CO cotone / LI lino / CA canapa
TA triacetato / VI viscosa / PC acrilico / PA poliammide
Quindi, per concludere, l'etichetta se c'è ci permette di sapere se stiamo acquistando un prodotto puro o misto che, nel caso di allergie o di capi per bambini fa sicuramente una grande differenza insieme, ovviamente, al prezzo che paghiamo. Unico neo, denunciato dai produttori più seri è che, anche in questo caso, c'è sempre chi, proprio tra i fabbricanti, bara.

FILATI LINEARI E FANTASIA

5 BLOG FILATI LINEARI E FANTASIA
Una distinzione generale divide i filati in "LINEARI" e "FANTASIA".
Il filato lineare si presenta senza peluria, di sezione regolare e costante e a tinta unica.
Il filato fantasia si presenta invece con torsioni irregolari e con molteplici colori. Parliamo quindi di filati fantasia per torsione o di filati fantasia per colore.

I filati ottenuti con fantasie da torsione mostrano effetti di rilievo che variano lo spessore del prodotto. Sono formati da due o più capi:
- anima, è il filato che costituisce lo scheletro del ritorto;
- effetto, uno o due fili che si attorcigliano intorno all'anima creando le variazioni di spessore;
- legatura, utilizzata se è necessario dare maggiore stabilità ai fili d'effetto.
I nomi, che conosciamo tutte, sono: anellato o bouclé, ondulato o ondé, annodato o nodé, arricciato o frisé e ciniglia.

I filati ottenuti con fantasie da colori si ottengono grazie alla presenza di più colori variamente immessi:
- torcendo insieme fibre o filati colorati con colori diversi;
- introducendo, durante la torsione, parti di colore diverso come fiocchi o bottoni;
- colorando in modo non omogeneo il filato finale.
Appartengono a questo secondo tipo mouliné, mélange, bottonato, brinato, marezzato o moiré, fiammato, glacé, lamé, stampato.

MEN KNITTING / 1

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Why shouldn't men knit?
Perché gli uomini non devono lavorare a maglia?
Per farlo devono essere malaticci? Oppure l’obiettivo è solo quello di compiacere un'avvenente infermiera?
Voi che opinione avete e che cosa ne pensano i vostri compagni?
Sarei proprio curiosa di saperlo…
BENVENUTE