Filati Aguglieria

CICLO LAVORAZIONE DELLA LANA

BOTTEGA DEL LANAIOLO
Preparazione della lana
  1. Tosatura: separazione del vello dal corpo dell'animale con tosatrice manuale o meccanica. Si ottiene lana saltata se l'animale è stato lavato, lana sucida se non ha subito la prima fase
  2. Cernita: dal vello intero si separa la lana delle spalle e dei fianchi (fine e lunga), della schiena (corta e ruvida) e del ventre (corta e debole).
  3. Lavaggio della lana: con ripetuti lavaggi in acqua tiepida con sostanze sgrassanti e detergenti la lana viene pulita e sgrassata. Dall'acqua sporca di scarico si estrae il grasso puro, lanolina, impiegata nell'industria chimica e farmaceutica.
  4. Asciugatura: effettuata con aria calda.
  5. Cardatura e pettinatura: inizialmente la lana viene sottoposta all'operazione di cardatura che consiste nel liberarla dalle impurità, districando e rendendo parallele le fibre tessili, al fine di permettere le successive operazioni di filatura. Successivamente si procede alla pettinatura, che consiste nell'ordinare le fibre tessili dopo che sono state cardate. 

La filatura
  1. Pulitura: cernita e lavaggio della fibra.
  2. Apritura e battitura: apertura e battitura dei fiocchi di lana per liberarli dalla polvere e dalle impurità.
  3. Cardatura: operazione volta ad eliminare le impurità residue e a formare una falda in cui le fibre sono tenute unite per reciproca adesione. (Deve il suo nome alla pianta del cardo le cui infiorescenze, coperte di aculei, anticamente venivano usate per questo lavoro).
  4. Pettinatura: mediante macchinari forniti di pettini le fibre lunghe vengono lisciate e messe in parallelo fra loro. Si ottiene un nastro pettinato detto top.
  5. Stiro: il nastro viene trasformato in stoppino.
  6. Filatura: con un’energica torsione lo stoppino si trasforma in filato resistente, omogeneo e continuo.
  7. Ritorcitura: si effettua ritorcendo insieme un certo numero di fili. Il filo ritorto ha maggiore resistenza.
  8. Roccatura: i filati avvolti in rocche sono pronti per le lavorazioni successive.

Fonte: La bottega del lanaiolo, Maestro sconosciuto. Wikipedia.

FILATI PER MAGLIERIA o AGUGLIERIA?

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La differenza pratica la conosciamo tutte ma, nel produrre queste due tipologie di filato, esistono delle differenze che, al di là dello spessore del filo, sono specifiche per ciascun tipo di lavorazione.
Nei filati per maglieria, venduti in rocche, i trattamenti relativi al lavaggio e alla follatura vengono eseguiti esclusivamente dopo aver smacchinato il capo, se non addirittura dopo averlo confezionato. Solo dopo, ripulito dagli olii di lavorazione e dalla polvere, il filato si presenta al meglio delle sue caratteristiche.
Nei filati per aguglieria questi trattamenti sono eseguiti prima, in fabbrica, oltre alla confezione che si presenta nella più maneggevole forma del gomitolo.
A questo punto, una domanda ovvia: è possibile utilizzare i filati per maglieria nei lavori ai ferri o all’uncinetto? Sì, è possibile, con svantaggi e vantaggi.
Gli svantaggi:
  • Il filato per maglieria ha un titolo elevato, quindi è molto sottile. Per poter essere lavorato a mano ha bisogno di essere binato più volte: lavoro che avviene passandolo prima nella binatrice e poi nella ritorcitrice. Il senso della ritorcitura - destra o sinistra - e il numero di giri/metro con cui viene ritorto ne caratterizzeranno il comportamento successivo.
  • La rocca è ingombrante e se si è delle lavoratrici itineranti - parrucchiera piuttosto che casa al mare - non è il massimo da portare in giro!
I vantaggi:
  • Il costo mediamente minore, rispetto alla stessa quantità in gomitoli.
  • La possibilità di finire il lavoro senza fare i nodi tra un gomitolo e l’altro.
Per conoscere il significato di oliatura e follatura: Dalla A alla Z, piccolo vocabolario dei filati.

TITOLO E COMPOSIZIONE FILATI

7 BLOG ETICHETTA
Anche per i filati è una questione di etichetta…
Spesso, negli stock, viene eliminata per precise disposizioni del fabbricante che non vuole far sapere che immette sul mercato surplus di magazzino.
Se, invece, c'è fornisce dati interessanti che però bisogna saper leggere.
Il titolo.
Indica la finezza della fibra ed è dato dalla relazione tra peso e lunghezza. Ci sono differenti metodi per calcolarlo. Nel caso dell'esempio Loro Piana è indicato con Nm 2/11 e sta a indicare che questo filato è un ritorto di due capi che sviluppa 5500 metri/kg (11.000/2) e, quindi, 550 metri/hg
Con questo tipo di titolazione più il numero è alto più il filato risulta sottile. Un'informazione molto più utile a chi lavora con le macchine rispetto a chi usa i ferri
La composizione.
Sicuramente più importante del titolo è poter conoscere la composizione di ciò che si acquista.
Anche in questo caso esiste una classificazione di cui vi riporto le sigle principali che, sulle etichette, troverete seguite dalla relativa percentuale (nell'esempio 100% WS significa 100% cachemire):
WO lana / WV lana vergine / WP alpaca / WL lama / WK cammello / WS cashmere / WM mohair-capra d'angora / WA angora-coniglio d'angora / WG vigogna
HA pelo o crine
SE seta
CO cotone / LI lino / CA canapa
TA triacetato / VI viscosa / PC acrilico / PA poliammide
Quindi, per concludere, l'etichetta se c'è ci permette di sapere se stiamo acquistando un prodotto puro o misto che, nel caso di allergie o di capi per bambini fa sicuramente una grande differenza insieme, ovviamente, al prezzo che paghiamo. Unico neo, denunciato dai produttori più seri è che, anche in questo caso, c'è sempre chi, proprio tra i fabbricanti, bara.

FILATI LINEARI E FANTASIA

5 BLOG FILATI LINEARI E FANTASIA
Una distinzione generale divide i filati in "LINEARI" e "FANTASIA".
Il filato lineare si presenta senza peluria, di sezione regolare e costante e a tinta unica.
Il filato fantasia si presenta invece con torsioni irregolari e con molteplici colori. Parliamo quindi di filati fantasia per torsione o di filati fantasia per colore.

I filati ottenuti con fantasie da torsione mostrano effetti di rilievo che variano lo spessore del prodotto. Sono formati da due o più capi:
- anima, è il filato che costituisce lo scheletro del ritorto;
- effetto, uno o due fili che si attorcigliano intorno all'anima creando le variazioni di spessore;
- legatura, utilizzata se è necessario dare maggiore stabilità ai fili d'effetto.
I nomi, che conosciamo tutte, sono: anellato o bouclé, ondulato o ondé, annodato o nodé, arricciato o frisé e ciniglia.

I filati ottenuti con fantasie da colori si ottengono grazie alla presenza di più colori variamente immessi:
- torcendo insieme fibre o filati colorati con colori diversi;
- introducendo, durante la torsione, parti di colore diverso come fiocchi o bottoni;
- colorando in modo non omogeneo il filato finale.
Appartengono a questo secondo tipo mouliné, mélange, bottonato, brinato, marezzato o moiré, fiammato, glacé, lamé, stampato.
BENVENUTE