TORCITURA RITORCITURA O BINATURA

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Con la torcitura, la torsione del filato su se stesso, gli si conferiscono coesione e resistenza.
In Europa la prima diffusione di filatoi in cui poter realizzare questa operazione risale al XIII secolo, quando compaiono i torcitori circolari che, per la lavorazione del filo di seta, venivano chiamati mulini da seta.
Il verso con cui il filato viene avvolto su se stesso dalla rotazione delle macchine può essere orario o antiorario.
Per consuetudine il prodotto si denomina:
Filato con torsione a Z
Filato con torsione a S
Osservando un tratto di un qualsiasi filato, le spirali andranno in una delle due direzioni indicate nel disegno che, con un po’ di buona volontà, ricordano appunto una Z o una S.
Per ottenere filati più “spessi” due o più capi - già ritorti - possono venire accoppiati e sottoposti a una nuova torsione. Questa operazione è chiamata binatura o ritorcitura.

Fonte: Torcitura, Wikipedia.

LA FILATURA

FUSO
Dopo la pettinatura o la cardatura delle fibre, il passaggio successivo è la realizzazione di un nastro di carda che, sovrapposto in più strati, forma la teletta. Segue lo stiro con cui le fibre sono fatte scorrere le une sulle altre. Raffinamenti successivi portano all’ottenimento dello stoppino, al quale si imprime una minima torsione che gli consenta di sopportare le successive operazioni di dipanatura. Preparato lo stoppino con lo spessore (titolo) desiderato, si effettua la filatura vera e propria, stirandolo nei valori desiderati e torcendo definitivamente le fibre su se stesse, fino a produrre un filato con caratteristiche omogenee di resistenza, titolo, colore, elasticità. Sufficientemente lungo per poter essere lavorato a maglia, a macchina o tessuto.
La filatura nei millenni ha visto affermarsi tecniche sempre più efficaci: dall’uso delle sole mani, facendo rotolare il nastro con il palmo della mano su una gamba, a fuso e conocchia in uso fin dal neolitico, all’arcolaio a pedale che fa la sua comparsa nel medioevo, per finire con i filatoi meccanici che compaiono con la rivoluzione industriale.
A questo punto il filato, avvolto in matasse, rocche o subbi, è pronto per ricevere una serie di finiture strutturali o estetiche: dalla binatura alla tintura
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