LA FILATURA

FUSO
Dopo la pettinatura o la cardatura delle fibre, il passaggio successivo è la realizzazione di un nastro di carda che, sovrapposto in più strati, forma la teletta. Segue lo stiro con cui le fibre sono fatte scorrere le une sulle altre. Raffinamenti successivi portano all’ottenimento dello stoppino, al quale si imprime una minima torsione che gli consenta di sopportare le successive operazioni di dipanatura. Preparato lo stoppino con lo spessore (titolo) desiderato, si effettua la filatura vera e propria, stirandolo nei valori desiderati e torcendo definitivamente le fibre su se stesse, fino a produrre un filato con caratteristiche omogenee di resistenza, titolo, colore, elasticità. Sufficientemente lungo per poter essere lavorato a maglia, a macchina o tessuto.
La filatura nei millenni ha visto affermarsi tecniche sempre più efficaci: dall’uso delle sole mani, facendo rotolare il nastro con il palmo della mano su una gamba, a fuso e conocchia in uso fin dal neolitico, all’arcolaio a pedale che fa la sua comparsa nel medioevo, per finire con i filatoi meccanici che compaiono con la rivoluzione industriale.
A questo punto il filato, avvolto in matasse, rocche o subbi, è pronto per ricevere una serie di finiture strutturali o estetiche: dalla binatura alla tintura

CICLO LAVORAZIONE DELLA LANA

BOTTEGA DEL LANAIOLO
Preparazione della lana
  1. Tosatura: separazione del vello dal corpo dell'animale con tosatrice manuale o meccanica. Si ottiene lana saltata se l'animale è stato lavato, lana sucida se non ha subito la prima fase
  2. Cernita: dal vello intero si separa la lana delle spalle e dei fianchi (fine e lunga), della schiena (corta e ruvida) e del ventre (corta e debole).
  3. Lavaggio della lana: con ripetuti lavaggi in acqua tiepida con sostanze sgrassanti e detergenti la lana viene pulita e sgrassata. Dall'acqua sporca di scarico si estrae il grasso puro, lanolina, impiegata nell'industria chimica e farmaceutica.
  4. Asciugatura: effettuata con aria calda.
  5. Cardatura e pettinatura: inizialmente la lana viene sottoposta all'operazione di cardatura che consiste nel liberarla dalle impurità, districando e rendendo parallele le fibre tessili, al fine di permettere le successive operazioni di filatura. Successivamente si procede alla pettinatura, che consiste nell'ordinare le fibre tessili dopo che sono state cardate. 

La filatura
  1. Pulitura: cernita e lavaggio della fibra.
  2. Apritura e battitura: apertura e battitura dei fiocchi di lana per liberarli dalla polvere e dalle impurità.
  3. Cardatura: operazione volta ad eliminare le impurità residue e a formare una falda in cui le fibre sono tenute unite per reciproca adesione. (Deve il suo nome alla pianta del cardo le cui infiorescenze, coperte di aculei, anticamente venivano usate per questo lavoro).
  4. Pettinatura: mediante macchinari forniti di pettini le fibre lunghe vengono lisciate e messe in parallelo fra loro. Si ottiene un nastro pettinato detto top.
  5. Stiro: il nastro viene trasformato in stoppino.
  6. Filatura: con un’energica torsione lo stoppino si trasforma in filato resistente, omogeneo e continuo.
  7. Ritorcitura: si effettua ritorcendo insieme un certo numero di fili. Il filo ritorto ha maggiore resistenza.
  8. Roccatura: i filati avvolti in rocche sono pronti per le lavorazioni successive.

Fonte: La bottega del lanaiolo, Maestro sconosciuto. Wikipedia.
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