PORPORA DI TIRO

LA TINTURA: UN PO' DI STORIA

centuries-exhausting-hindustan-srinagar-december-kashmiris-kashmiri_4869ced0-cb5a-11e6-840e-04a97aefc7ba
Il desiderio di dare alle diverse fibre tessili una colorazione differente da quella naturale è quasi antica quanto l’uomo. Pur non avendo prove dirette è probabile che queste tecniche si siano affermate inizialmente in India.
Nel bacino del Mediterraneo i
Fenici, fin dal XV secolo a. C., erano famosi per la perfezione delle tinture ottenute con la porpora di Tiro, che, applicata su lana, serviva alla preparazione di tessuti di inestimabile valore.
Buone cognizioni di tintura ebbero gli
Egizi che, a quanto risulta dalle bende usate sulle loro mummie, conoscevano l’uso dell'indaco e dei mordenti a base di rame e di allumina.
Presso i
Greci l'arte di tingere filati e tessuti non ebbe gran favore, né fece progressi sensibili.
I
Romani, invece, svilupparono una notevole conoscenza di sostanze coloranti naturali e di mordenti metallici.
Durante il
Medioevo, mentre l'arte di tingere decadde in Europa, continuò a essere apprezzata presso i Saraceni.
Fu in concomitanza con le crociate che a
Venezia, a Firenze e a Genova, si ebbe un rifiorire accompagnato da tali progressi, che a Firenze nel 1400 si potevano contare 200 laboratori di tintoria.
I primi trattati sull'uso delle sostanze coloranti sono italiani. Dall'
Italia, poi, l'arte di tingere si diffuse in Francia e in Inghilterra.
Nuovi progressi furono compiuti dopo che, con la scoperta delle
Americhe, straordinarie sostanze coloranti - il campeggio, la cocciniglia - arrivarono a disposizione dei tintori.
La vera svolta arrivò però con la scoperta di
Perkin, nel 1856, della mauveina o porpora di anilina: il primo colorante artificiale a essere sintetizzato.
BENVENUTE